N° 2/2019
Inform..

CONGRESSO A.T.A.S.I.O. 2019

“La prevenzione è terapia del benessere. Lo studio e la conoscenza della tecnologia favoriscono l’evoluzione delle procedure cliniche e permettono che il futuro diventi presente.”

 

Con questa frase di benvenuto è iniziato il I Congresso Nazionale A.T.A.S.I.O. tenutosi venerdì 8 e sabato 9 febbraio presso il Dipartimento di Scienze odontostomatologiche e maxillo facciali dell’Università “Sapienza” di Roma. 

Ma che cos’è l’A.T.A.S.I.O.? L’Accademia delle Tecnologie Avanzate nelle Scienze di Igiene Orale, questo il significato dell’acronimo, è una nuova realtà nata nel contesto dell’omonimo master e promossa dalla Prof.ssa Nardi e dal suo team con lo scopo di creare “un laboratorio permanente che sappia “condividere” conoscenze, pratica clinica, studio delle evidenze scientifiche, in merito alle e innovazione tecnologiche nelle scienze di igiene orale. In altre parole, nasce per dare vita ad iniziative che nel campo delle Scienze di Igiene Orale Avanzate  studino protocolli operativi orientati all’uso di moderne tecnologie che siano orientate al benessere del paziente, con opportune terapie di prevenzione minimamente invasive. I suoi soci sono uniti dal comune interesse di ricercare, creare e promuovere nuove strategie nel campo della prevenzione, oltre a tecnologie e materiali da mettere a disposizione dei professionisti, odontoiatri e/o igienisti dentali. 

La tecnologia è in continua evoluzione così come lo sono il paziente e il suo stile di vita. Perciò non si parla più esclusivamente di compliance, come ci ricorda la Prof.ssa Nardi nella sua presentazione “Estetica e salute del sorriso: protocolli operativi avanzati”, ma di “concordance” per ottenere cambiamenti comportamentali e stili di vita corretti. ll paziente non subisce le raccomandazioni dell’operatore in modo del tutto passivo. La concordance implica una responsabilizzazione maggiore del paziente ma richiede anche la sua partecipazione attiva con lo scopo di raggiungere un accordo tra quanto motivato e proposto dal professionista, a quello che egli stesso è responsabilizato e disposto  a fare. Una vera e propria condivisione per un cambiamento efficace. In tutto ciò le tecnologie a disposizione aiutano a scegliere stumenti e protocolli di igiene orale domiciliare e professionale personalizzati a seconda delle caratteristiche cliniche ed extra cliniche del paziente. Il vero protagonista di questa prima edizione del congresso è stato lo smalto. Relatori autorevoli hanno presentato il modo corretto di osservazione dello smalto, ed hanno approfondito l’importanza di fare un attento screening  delle diverse lesioni procurate da patologie sistemiche o placca-dipendenti. Lo screening diventa essenziale per portare il professionista a richiedere (nel caso dell’igienista dentale) o ad esprimere (nel caso dell’0dontoiatra) un’esatta diagnosi precoce per scegliere la terapia più adeguata per trattarle, che sia di prevenzione primaria, secondaria o terziaria. Di particolare interesse risulta essere la relazione presentata della pres.te della Commissione Permanente dei CLID, prof.ssa Maria Rita Giuca “MIH: il management di una patologia insidiosa dello smalto”. Sono stati approfonditi i dettagli clinici e sistemici  riguardo l’identificazione e il trattamento di questo tipo di difetto qualitativo dello smalto. 

L’MIH (Molar Incisor Hypomineralization), è causata da uno sbilanciamento durante la fase di maturazione dell’amelogenesi che non permette allo smalto di organizzarsi correttamente in cristalli di idrossiapatite. Se la lesione è troppo estesa e profonda sarà necessario trattarla con cure restaurative. 

Tuttavia è fondamentale ricorrere anche a metodi di prevenzione secondaria quali vernici al fluoro, mousse remineralizzanti e/o gel al fluoro che risultano essere molto meno invasivi ed efficaci nella gestione del mantenimento e della sensibilità che caratterizza questo tipo di lesione. Sul tema della ipersensibilità i soci ordinari dott.sse Sabatini e Zannoni, hanno messo in evidenza le differenti situazioni cliniche che devono portare ad una scelta ragionata. Il “Trattamento dell’ipersensibilità con apparecchiatura laser” è sicuramente una grande opportunità nella pratica clinica. Partendo dal presupposto che “l’igienista dentale è legittimato ad acquistare ed utilizzare il laser adatto allo svolgimento di prestazioni preventive che sono proprie della sua figura professionale, questo strumento è ancora sottovalutato” sottolinea il relatore socio ordinario dott. Russo. Le evidenze scientifiche sulla demineralizzazione dello smalto sono state scelte tra le piu’ recenti e significative dalla socia ordinario dott.ssa Acito. Moto interessante la sessione dedicata ai FOCUS ON dedicati alle novità tecnologiche, come i protocolli operativi per il management dell Black Stain del collega dott. Sangermano, e la presentazione di un nuovo dispositivo antibatterico del socio ordinario dott. Di Chiaro. Tra le innovazioni, sicuramente: “Le resine infiltranti: best clinical practices” hanno riscosso grande interesse per il mantenimento preventivo delle white o brown spot e fluorosi presenti in zone estetiche. Il protocollo operativo prevede l’utilizzo l’Icon Infiltrant, una resina a base di metacrilati, che penetra e riempie la lesione sigillandola e rendendola non più visibile. Una tecnologia non ancora sufficientemente diffusa nella pratica clinica. Spesso le white e le brown vengono trattate con remineralizzanti, mousse alla caseina, o vengono sbiancate cercando di rendere il colore del dente più omogeneo, con risultati non sempre soddisfacenti. Se usato correttamente, l’Icon permette di ottenere ottimi risultati con una tecnica minimamente invasiva che deve essere considerata una pratica clinica preventiva, al pari della sigillatura, e non solo come risoluzione estetica della lesione. 

 

Difficile riuscire a parlare di tutte le altre meraviglie che A.T.A.S.I.O. ci ha presentato in questa prima edizione. Entusiasmo, approfondimento scientifico e clinico, intraprendenza e passione sono le parole chiave per questa nuova associazione e i suoi membri guidati dalla travolgente figura del pres.te Prof.ssa Nardi, instancabile e sempre pronta a lanciare nuove sfide professionali, ispirando i colleghi dell’Accademia e gli studenti del Master a fare altrettanto. Come studenti del master di quest’anno accademico, io e i miei colleghi siamo lieti di aver iniziato il nostro percorso partecipando a queste giornate formative ,che hanno fornito a noi tutti, fin da subito, nuove prospettive verso il futuro professionale che esprima impegno, innovazione e qualità.

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Carlo Bellin

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